IL CASO DI ELUANA ENGLARO: LA MAGISTRATURA NON PUO’ DECIDERE SUL DIRITTO ALLA VITA
15, Novembre 2008
Sulla decisione di dare via libera alla fine di Eluana Englaro ospitiamo un contributo di Rocco De Rosa, giornalista e scrittore, che interviene con passione su questo drammatico argomento. Naturalmente ci auguriamo che il nostro impegno civile possa sortire l’effetto di salvare la vita a Eluana Englaro. Grazie sin da ora a quanti vorranno intervenire.
Eluana può morire. Anzi deve morire. Mai prima d’ora, a memoria d’uomo, una sentenza della magistratura, qualunque fosse il grado, aveva dato via libera a un tentativo di sospendere l’alimentazione e la ventilazione per far cessare l’esistenzxa di una persona, fraglile e indifesa. Davvero indifesa anche dalla legge.
Avevamo sempre inteso i giudici come una categoria di guardiani a tutela della vita, del diritto all’esistenza, a salvaguardia dell’uomo come entità complessa fatta di beni materiali e di dignità umana, personale, individuale e collettiva al tempo stesso. Su tutto questo, in nome della legge, si abbatte ora la scure terribile del diritto a interrompere la vita.
Provo a immaginare il dolore, la sofferenza per quanto sotto sedazione, della povera Eluana, nel momento in cui nemmeno un filo di ossigeno arriverà ai suoi polmoni e la morte sarà allora inevitabile. Altro che liberazione dalle sofferenze! Altro che superamento di una criticità, di un disagio.
Quale diritto hanno i giudici a consentire una scelta del genere? Ma quale diritto ha il padre di togliere a Eluana la vita che lui stesso ha dato a questa persona? E in nome di quale ideale, di quale barbarie, di quale presunta autorevolezza si può dire basta? Anche perché c’è chi ha detto: dateci Eluana, la faremo vivere ancora con un bellissimo gesto di altruismo e di carità, non solo cristiana, ma laica e umana. Una carità che può dirsi davvero il prodotto della vita, coscienza dell’essere.
A questo punto sorge il dubbio che il presunto “diritto alla determinazione, alla decisione” sia una scelta strumentale: se nasce il partito della libertà di uccidere e di farla finita, allora vorrà dire che avremo davvero superato le soglie della nostra civiltà e l’essenza stessa della nostra cultura.
Ma Eluana non deve morire perché ci sarà chi avrà il coraggio e la forza di farla vivere e di dire basta ai carnefici, comunque mascherati.
ROCCO DE ROSA
Commenti
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Per la Storia
Prima della sentenza (13.11.2008, ore 12,00
Qualcuno sa dire se Eluana soffre?
Se ha mal di testa, dolori allo stomaco, vomito o se ha coscienza del dolore e delle sofferenze?
Nella stessa misura nessuno saprà mai dire se invece Eluana è serena, in pace, sogna, spera, prega.
Qualcuno sa dire se Eluana vuole vivere o vuole morire ora?
Che senso e che valore ha, lontano da questa realtà, che abbia preso una decisione dieci o venti anni fa?
E’ in coma irreversibile o in coma persistente?
C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza della coscienza?
C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza dell’inconscio e della funzione onirica?
Se non c’è: come fai padre, medico, giudice, UOMO a farla deliberatamente morire?
E intanto sono davanti alla tv in attesa, come penso voi, anche se ognuno con aspettative diverse.
Che la “mente profonda” dei giudici faccia arrivare la sua luce alle loro coscienze sottomesse alla ragion comune.
Dopo la sentenza (13.11.2008, ore 19,00)
La sentenza della cassazione è arrivata,
La luce non s’è accesa,
la ragione del senso comune è prevalsa,
il buio ha inghiottito la speranza
e la morte arriva sollecitata.
Vespa del senno del poi (14.11.2008, ore 1,30)
Se Bruno Vespa avesse anticipato di un giorno la trasmissione “porta a porta” sul caso Englaro, cosa che poteva fare benissimo, con gli stessi protagonisti e le medesime argomentazioni sulla CULTURA DELLA MORTE contro la CULTURA PER L’AMORE DELLA VITA, la sentenza della Cassazione SAREBBE POTUTA CAMBIARE
La vita è un dono fatto da Dio ad ogni uomo. Dal suo concepimento alla morte naturale. La vita va vissuta secondo il Vangelo di Cristo e quest’ultimo va testimoniato con la propria esistenza agli altri per rendere Gesù visibile a quanti non credono. Il compito di ogni cristiano quindi è quello della testimonianza della propria fede in Cristo affinchè ogni persona possa vivere e relizzarsi secondo il Vangelo.
L’anticristo è per la morte di ciascuno di noi. Infatti l’eutanasia è la morte anticipata dall’uomo rispetto a quanto stabilito da Dio.
Quello che fa oggi paura alle persone è la sofferenza; ma la sofferenza umana unita alla Croce di Gesù è un atto di amore per salvare tanti fratelli in difficoltà.
L’inganno è proprio nella sofferenza, che ci fa paura, e quindi togliendola pensiamo di stare meglio. E allora si uccide per non soffrire!
Evviva Cristo che ci insegna ad amare sino alla fine.
Distinti saluti.
Lucio
Perché invece di pubblicare la foto di Eluana com’era 17 anni fa non pubblicate una foto di com’è adesso, dopo 17 anni di “vita” vegetativa? Lo volete capire o no che Eluana vegeta? Perché non rispettate la volontà di chi drammaticamente ha preso quella decisione (il padre)? E comunque, nessuno vi vieterebbe di sopravvivere in quello stato se foste voi in quella situazione! Perché volete imporre la vostra visione fondamentalista? Non vi accorgete che siete un po’ violenti, e ance crudeli nel voler costringere una persona a continuare a soffrire?
Siamo in uno stato di diritto o in uno stato confessionale? La cassazione ha deciso. Viva la civiltà. Il fondamentalismo ci riporta nella barbarie. Cercate di rispettare il prossimo.
saluti
Eluana, la morte è in viaggio
Mille commenti
Qualcuno ha scritto: “Ma la vicenda a questo punto andrebbe vissuta con più riservatezza familiare, mi rifiuto di assistere alla morbosità di contare gli ultimi respiri di questa ragazza in diretta televisiva”.
Rantoli vuoi dire!
Facciamo un semplice calcolo, basato su 16 respiri (o rantoli) mediamente al minuto.
16 x 60 = 960 in un’ora;
960 x 24 = 23.040 in un giorno;
23040 x 15 = 345.600 in 15 giorni
Io padre, caro qualcuno, mi suiciderei piuttosto che assistere a questa INUMANA tortura non prima di aver fatto, però, il mio “testamento biologico” che Trascrivo d’impulso.
Io Blanco Michelangelo, cardiopatico da 19 anni,
più volte rivascolarizzato, in terapia e sotto controllo permanente,
in piena facoltà di intendere e di volere,
chiedo che in caso di intervento chirurgico, cosa affatto improbabile,
di non voler essere operato dal prof. Umberto Veronesi né dal prof. Ignazio Marino,
cosa invece probabilissima per uno sconosciuto come me,
né da tutti i chirurgi favorevoli sia all’eutanasia che al testamento biologico.
Do invece pieno consenso in caso di morte all’espianto di tutti gli organi ad eccezione del cuore, ovviamente, e del cervello che non servirebbe a nessuno.
Contro la logica del senso comune.
Eluana in un modo o nell’altro ci lascerà e non credo per sua volontà, ma anche se così fosse non sarà mai la volontà del suo Spirito.
Eluana come Piergiorgio hanno aperto uno squarcio nella nostra coscienza.
Siamone degni!
Il testamento. Certamente i termini sono forti e provocatori, ma oggetto di riflessione per chi si rende inasservibile alla squallida ragione.
A coloro che mi mancano,
ai fuggitori del male come del bene,
a chi nutre o paventa peccati e vizi,
ai venditori e ai compratori di fumo,
a chi resta per ritrovarsi a chi va per la stessa ragione,
ai trascinatori e ai trascinati,
a chi vive nel delirio di giorni disuguali e a chi si spegne nell’interminabile piattezza di un solo giorno,
a chi ostenta e baratta il frontespizio del santo, del sognatore, del tutto-lavoro-e-famiglia,
ad ogni famiglia sana o malata, pura o corrotta,
ai bevitori di veleni e di bugie,
ai martiri di ogni idea,
ai fautori di stragi e genocidi di ieri, di oggi e di domani,
a tutti i miei fratelli,
ai miei genitori:
il cielo è di nebbia, leoni ruggiscono lontano ed e quasi notte.
Non vedo ma posso ascoltare tutto il fragore degli elementi scatenati dentro di me.
C’è che dopo tutto sono viva, ancora.
Ed ho un sogno, oggi, negli occhi, per tutti, repente, in questa ORA dilatata e non consumabile, dove ogni vicenda non presenta stati mobili ne precedenti ne successivi. Non evoluzioni ne medicine. Non vi fluisce alcunché, ne rischi ne speranze.
E qui è l’Immobilità Catartica , per una statua di sale in formazione: l’Unico possibile Atto che si costituisce e non è vicenda, che dal Nulla viene e in esso si compie, creandosi in virtù di quel che non mi è dato sapere per ora.
E qui io sono la fucina e non è possibile ripararne il condotto, abilitarne la soffiera…..
Da qui io vedo.
Nudi, i piedi nel fango e i capelli al cielo.
Occhi, per scrutare l’Insondabile, cercano lo spiraglio.
Braccia, per smuovere l’inamovibile, brancolano nella nebbia.
Sospesa nel vuoto, indifesa, persa nell’oscuro labirinto della sorte, là dove sono i confini della vita terrena, e dove l’oscuro mistero trasmuta i mali della carne in gioie supreme, ed esse gioie sciolgono la mente in Spirito che involar si deve quando il tempo è reso, non figlia ma Sorella, nella Luce”.
Rammentate : “QUANDO IL TEMPO E’ RESO”
Se anche tu come me e come le altre centinaia di persone che hanno sottoscritto la petizione su:
http://petizioni.tiscali.it/sign/list/eluana
non approvano che lo stato Italiano permetta l’omicidio di Eluana Englaro per Fame e per Sete, troverà l’opportunità di esprimere il suo dissenso aggiungendo la sua firma alla petizione al Presidente della Repubblica che si trova sul sito:
http://petizioni.tiscali.it/eluana
Se lo vorrai, ti invito a diffondere il presente messaggio alle tue conoscenze che potrebbero condividerne i contenuti.
Roberto Forni - Autore della Petizione
UNIONE FA LA FORZA VENITE A FIRMARE ANCHE SUL SOTTOSTANTE SITO.
FORZA ELUANA C’E’ LA FARAI!!!
http://firmiamo.it/eluanaenglaro
Signori miei, ma invece di accanirci perchè non facciamo smettere di soffrire quella povera disgraziata? A questo punto ci vuole solo un minimo di pietà umana nei confronti di una persona che da 17 anni si trova in bilico tra la vita e la morte. E non credo che finora questa “vita” che conduce le stia dando la possibilità di esprimersi e soprattutto la dignità che spetta a ciascuno di noi. A scuola il mio professore ha detto: “Se si stacca la spina si commette un omicidio; né il padre né nessun altro può decidere di ammazzare una ragazza!”. Non condivido assolutamente: se nessuno si può permettere di decidere di farla morire, allo stesso modo nessuno può decidere di continuare a farla dipendere da quei macchinari e di farla vivere in maniera artificiale. Dato che lei stessa, quando ancora stava bene, aveva affermato che se mai si fosse ridotta così non avrebbe voluto vivere come un vegetale, penso sia giusto rispettare la sua volontà. Non tollero proprio questa intromissione della Chiesa, che difende solo dei dogmi, dei principi astratti, mentre la realtà gli passa sotto il naso e nemmeno la vedono. Eluana vegeta, né più e né meno, non si può difendere la sacralità della vita quando questa non è più tale. Questa infatti non è vita. I nostri cari vescovi, dediti solo all’intromissione nella politica, alla predicazione vana e all’accrescimento dello sfarzo disgustoso della Chiesa, dovrebbero essere più obiettivi e cercare di seguire l’esempio e l’insegnamento di Qualcuno che ha provato a diffondere valori come altruismo, perdono e pietà, che sicuramente ne sa più di noi tutti e che non viene rappresentato come si deve in questo mondo allla rovescia che è il nostro.