OLA, SU CEMENTIFICIO DI MATERA CHIEDE GARANZIE ALL’ASSESSORE SANTOCHIRICO

9, Maggio 2009

La cronaca del recente incidente di un Tir ribaltatosi sulla SS7 Matera-Laterza, davanti allo stabilimento Italcementi, riporta in auge la problematica del funzionamento del Cementificio di Matera, che ha sollevato e continua a sollevare molti dubbi circa la pericolosità delle emissioni in atmosfera, dovute dal mix di combustibili che ivi sarebbero utilizzati. Da notizie riportate sul Il Quotidiano della Basilicata - del 6 Maggio scorso - si rileva, infatti, come - a seguito dell’incidente - sarebbero stato riversato sull’asfalto e su un terreno adiacente un “miscuglio” non meglio specificato di “carbone e petrolio”.

Una precedente nota dell’Arpab, datata 2 Febbraio 2009 - di riscontro alla lettera del Difensore Civico del 23 Gennaio 2009 sulla questione Cementificio - si evidenzia come, dai registri di carico e scarico dei rifiuti utilizzati come combustibile “a far data dal 19 Agosto 2008, l’alimentazione del forno è a Carbon-Coke che sostituisce, completamente, l’impiego di pneumatici”. Ma, in merito a questo, dalla lettura della relazione tecnica acclusa all’AIA relativa al Cementificio di Matera (Delibera Regionale n.658 del 7 Maggio 2007, Pag. 20, Capitolo 10 Energia ) si legge come, oltre a gas metano per l’avviamento dei fornelli e olio combustibile denso, verrebbero utilizzati nel ciclo energetico del Cementificio pneumatici usati e Pet-Coke. La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - nel riscontrare incongruenze sostanziali, peraltro rilevate dai documenti citati, chiede all’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, di conoscere la natura del carico trasportato dal Tir incidentato e quello che viene, effettivamente, usato presso l’impianto; impianto che, dalle segnalazioni di alcuni cittadini, avrebbe ripreso l’attività a pieno regime.


Anche se non considerato un rifiuto, il Pet-Coke è, infatti, una sostanza altamente cancerogena. In sostanza il Pet-Coke è l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio e viene annoverato lo “scarto dello scarto” dell’oro nero, tanto da guadagnarsi il nome di “feccia del petrolio”, materia prima di cui la Basilicata ne è notoriamente produttrice. Nella combustione crea inquinamento e, se movimentato senza speciali precauzioni, può sollevare polveri molto dannose per l’organismo umano. Il trattamento consistente in carico, scarico e deposito del Pet-Coke deve, quindi, seguire ferree regole dettate da un Decreto del Ministero della Sanità, equiparabili al trasporto di sostanze pericolose.

La OLA, pertanto, chiede all’Arpab di pubblicare sul proprio portale i dati (ancora assenti) dei monitoraggi effettuati nella zona con centralina mobile - dal momento che la stessa Agenzia, nella nota sopraccitata - ha dichiarato di dare inizio alle operazioni di rilevazione non appena sarebbe stato riattivato l’esercizio del Cementificio e sollecita all’assessore Santochirico - nelle more di approvazione del Piano di Zonizzazione Regionale - l’installazione di una seconda centralina fissa nella città di Matera per la misurazione della qualità dell’aria, da ubicare in luogo idoneo a rilevare anche le emissioni del Cementificio, ritenendo che non ci si possa affidare a rilievi sommari e/o saltuari con mezzi mobili, in osservazione del fatto che siamo in presenza di un impianto ad elevato rischio ambientale che richiede un presidio costante a garanzia della salute dei cittadini.

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