BARILE: IL LIBRO DI SCANZI FRA MUSICA, JAZZ E DEGUSTAZIONI
23, Agosto 2008
Per l’inaugurazione del nuovo stabilimento enologico , pubblicizzato anche online su www.paternostervini.it , serata chic l’altro giorno all’insegna del fairplay , sul terrazzo di “Villa Rotondo”. A fare gli onori di casa in cinque: Anselmo (nipote omonimo del vignaiolo fondatore dell’azienda), Vito, Rosalba, Anna , Sergio che hanno raccolto l’eredità del più antico e blasonato opificio vinicolo barilese.
Un concerto di musica jazz e degustazioni diverse hanno fatto da corollario al convegno di presentazione del libro “ Elogio dell’invecchiamento” edito recentemente da Mondadori , nella collana “Strade blu” , autore Andrea Scanzi (Arezzo, 1974) collaboratore de “La Stampa” torinese . Dopo un saluto da parte del sindaco Francesco Botte, la parola al collega giornalista, esperto di enogastronomia Luciano Pignataro , redattore de “Il mattino” ed alla ricerca dei magnifici “top ten” fra i vini italiani ; da più anni decantatore , senza remore, dell’Aglianico del Vulture , primo Doc della Basilicata.
Il viaggio fra vitigni feraci , tastevin, decanter, barrique, profumi di frutti del sottobosco, odori enoici inebrianti , Scanzi lo ha delineato – fra le citazioni celebri di Leonardo Da Vinci, Cechov, G.B. Shaw , De Quincey, Bacchelli, Nossiter, Talmud, Quinto Orazio Flacco, ed i cantanti moderni, fra cui Gaber, Capossela e Guccini –in ventiquattro capitoli ( tra cui “Come bere un vulcano” (il Vulture , n.d.R.) e “Le dieci cose che penso sul vino, dopo avere scritto questo libro”.
Una semplice domanda all’autore : Cosa spinge un GiornalOste (sì proprio Giornaloste ovvero enoturista dell’informazione) a passare da una biografia sul già mitico calciatore Roberto Baggio e quindi sulle gesta del suo “pallone” alle mille bollicine dei tanti vini “doc e docg” che vegetano nei tanti “terroir” dello stivale italico ?
“La verità è che, dopo la pergamena da sommelier e degustatore ufficiale Ais , ho iniziato a viaggiare tra i vigneti di tutt’Italia; la cosa che amo del vino (dall’Alto Adige alle Marche, alla Basilicata) è il backstage di lavoro intenso, di tanta pazienza e generosa dedizione (quasi come nello sport) che i vignaioli profondono nel tempo. In particolare per farci conoscere quella sottile dote che posseggono tutti i grandi vini : l’arte di invecchiare”.
Per diventare un capolavoro di bevanda da sorseggiare che, come è scolpito sull’architrave di un’antica cantina dell’ensemble grottale “Sheshi” di Barile “Venditur hic nectar (deorum) et pharmaca Christi”. Aggiunge ancora Scanzi, nettare anche dei pontefici della Chiesa di Roma che apprezzarono da sempre, la bontà di un buon bicchiere di Aglianico, offerto , fra gli altri, nel 1902 nella casa palazziata di Giustino Fortunato a Zanardelli, il primo presidente del Consiglio ad avventurarsi a bordo di una carrozza trainata da buoi fra le lande lucane. Arrivederci ai prossimi eventi a “Villa Rotondo”.
DONATO MAZZEO
Commenti
2 Rispote to “BARILE: IL LIBRO DI SCANZI FRA MUSICA, JAZZ E DEGUSTAZIONI”
Cosa ne pensi?





Paternoster e l’Aglianico del Vulture…
Vito Paternoster ha fatto la cosa giusta, non una ma due volte: la prima, portando a livelli universalmente riconosciuti, con quell’Aglianico del Vulture che è uno dei 10 vini da me scelti in ; la seconda, aprendo - venerdì scorso - le …
Finalmente si parla bene ed in maniera riconoscente del migliore vino del sud e tra i migliori italiani (e quindi del mondo). Un vino si particolare, si non facile ed immediato ma ricco di sensazioni ed emozioni provenienti d un territorio (il Vulture) unico con i suoi boschi, i suoi castelli (Lagopesole stupendo e ben conservato maniero, Melfi, Venosa) con i suoi laghi (Monticchio un paesaggio quasi apl’pino, peccato solo per il turismo mordi e fuggi che ben poco regala alla zona se non immondizia) che va rivalutato e rilanciato a livello europeo con qualcosa in più che altre regioni non posseggono:
la lucanità….e ho detto tutto!
CARPE DIEM