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Sondaggi partiti politici in Italia aggiornati a Settembre 2017

Come procedono i sondaggi politici in Italia, in vista di quelle che potranno essere le prossime elezioni del Parlamento, quindi quelle di (probabilmente) marzo 2018? Vediamo i sondaggi dei partiti politici in Italia aggiornati a Settembre 2017.

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Amnistia e Indulto 11 Dicembre 2016: ultime news sul sovraffollamento carceri, novità ultim’ora

Dopo il No al Referendum dei giorni scorsi cosa cambierà in materia di amnistia e indulto? Quali saranno gli sviluppi in merito al rifiuto del cambiamento della Costituzione?
Vediamo, dunque, quali sono le novità di dicembre 2016 su amnistia e indulto.

Amnistia e indulto dicembre 2016: il No al Referendum cambierà le cose?

E’ ormai ufficiale, a pochi giorni dal Referendum nulla è cambiato e nulla cambierà nell’immediato futuro. Questo vuol dire che occorreranno ancora i pareri di entrambe le Camere su ogni questione legale e non, comprese quelle che si occupano di amnistia e indulto. Infatti, un eventuale esito positivo al Referendum Costituzionale avrebbe escluso il Senato a tal proposito e sarebbe stato più semplice arrivare ad una conclusione.

Dopo l’ultima visita di Renzi al carcere di Pavia, neanche lui sembrava essere particolarmente interessato ad aprire una discussione sull’argomento. Ora che il presidente Renzi si è dimesso, la situazione rimarrà la medesima o ci sarà qualche speranza di riaprire il dibattito sui provvedimenti da prendere in merito di amnistia e indulto? La speranza è quella che il nuovo Presidente del Consiglio possa essere una persona che abbia a cuore la situazione dei detenuti e che abbia premura di portare a termine un discorso aperto ormai molti anni fa.

Nemmeno l’appello di Papa Francesco, che ha sempre speso parole di conforto nei confronti dei detenuti, e il giorno del Giubileo dei Carcerati, celebrato lo scorso 6 novembre, sono serviti ad accelerare i tempi. Francesco ha abolito l’ergastolo spiegando che, come tutte le condanne, rende impossibile al condannato progettare un futuro e questo di per sè può essere già considerata una pena sufficiente.
A questo punto è evidente che l’unica prospettiva possibile sia l’attesa a cui, ormai, siamo tutti piuttosto avvezzi.

Amnistia e indulto: ultime novità di dicembre 2016

Lo scorso 30 novembre è stata presentata al Senato una mozione sottoscritta da Barani, Verdini e dai senatori di Ala che richiedeva un provvedimento subitaneo poichè proprio al Senato fanno capo i 4 ddl non ancora giunti alle Camere. In sintesi, la mozione evidenzia la necessità di contrastare le pessime condizioni di vita nei carceri, ma dopo le dimissioni di Renzi molto probabilmente il documento non verrà nemmeno preso in considerazione.
I Radicali Italiani, però, non gettano la spugna e continuano la loro lotta: il presidente della Lista Pannella, Maurizio Turco, ha sottolineato, inoltre, quanto il Governo negli ultimi tempi sia stato negligente e distratto nei confronti dei detenuti e dei loro diritti auspicando che la situazione possa presto migliorare.

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Gazzetta Ufficiale Dicembre 2016: tutte le nuove leggi del mese, ultime novità

Il 7 dicembre è stata approvata la Legge di Stabilità: ecco per voi tutte le novità riguardanti nuove leggi e provvedimenti che andranno in vigore nei prossimi mesi.

Gazzetta Ufficiale dicembre 2016: Ape e Ape Social

Tra le principali novità di dicembre riportate sulla Gazzetta Ufficiale del Governo, segnaliamo la Riforma delle pensioni che si baserà su talune distinzioni tra docenti. Infatti, gli insegnanti della scuola d’infanzia potranno usufruire dell’Ape social, cioè potranno godere della pensione anticipata dopo 36 anni di contributi senza penalizzazioni: il loro lavoro rientra, dunque, nell’elenco dei gravosi che beneficiano dell’occasione di accedere all’Ape senza rimborsare il prestito previdenziale ricevuto.
Per gli altri insegnanti, le cose andranno diversamente. Questi ultimi potranno accedere unicamente all’Ape cosiddetta normale e ciò comporterà il saldo di interessi ventennali detratti direttamente dalla pensione.

Novità Gazzetta Ufficiale dicembre 2016: ultime sulla Riforma delle Pensioni

Il Senato, con 173 Sì e 108 No, ha approvato la fiducia alla Legge di Stabilità contente la Riforma delle pensioni che entrerà in vigore a partire da maggio del prossimo anno.
Potranno, dunque, andare in pensione anticipata anche le donne lavoratrici nate negli ultimi tre mesi del 1957-58 accedendo a Opzione Donna dopo esserne state escluse lo scorso anno.
Ampliata anche l’ottava salvaguardia degli esodati rispetto alle sue origini.
E’ stato varato, inoltre, l’aumento della 14esima per gli assegni pensionistici più bassi e l’incremento della no tax area.

Dicembre 2016: News di Opzione Donna nella Gazzetta Ufficiale

Il Comitato di Opzione Donna Proroga al 2018 ha reso noto che continuerà la sua battaglia affinchè la L. 243/2004 possa essere estesa al maggior numero di lavoratrici possibili, proponendo al Governo di rendere questa richiesta una futura legge strutturale.
Tra gli obiettivi del Comitato vi è sicuramente quello di poter concedere a tutte le donne che lavorano la possibilità di cumulare i contributi ed accedere, così, a Opzione Donna.
Si occuperà, poi, del monitoraggio dei fondi stanziati per ampliare il numero di donne che possano effettivamente godere della riforma, e del sostegno di ogni iniziativa governativa atta a individuare nuove strategie che consentano il pensionamento anticipato delle donne.

Riforma Pensioni 2016: sulla Gazzetta Ufficiale tutte le novità di questo mese

Dopo le dimissioni di Matteo Renzi cosa succederà all’INPS?

Tito Boeri è arrivato all’INPS su nomina di Renzi, e ora che non c’è più cosa cambierà? Rimarrà lui a condurre il gioco o sarà nominato un nuovo dirigente?
I pensionati, nel frattempo, hanno votato No al Referendum facendo emergere così il loro malcontento nei confronti di Boeri e della sua attività. Staremo a vedere.

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Sondaggi Sì No Referendum 2016: ultime rilevazioni prima del silenzio, chi è in vantaggio?

Il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre 2016 segnerà, in un modo o nell’altro, una decisa svolta per la vita politica e istituzionale della penisola italiana. I fronti del e del No continuano a battagliare, a suon di slogan ed esternazioni partitiche, nel tentativo di conquistare quella fetta di consenso decisiva per giungere all’obiettivo prestabilito; tuttavia, per capire quale sia la realtà dei fatti a pochi giorni dal voto, occorre soffermarsi sulle rilevazioni statistiche delle scorse settimane, un’indagine a tutto campo in grado di delineare i dati percentuali a sostegno delle due correnti di pensiero, e portatrici di una panoramica piuttosto incerta.

Sondaggi Sì No Referendum 2016, ultime rilevazioni prima del silenzio: netta divisione tra Nord e Sud

Dopo aver introdotto il discorso relativo alle ultime rilevazioni prima del silenzio (datato 19 novembre 2016), occorre snocciolare quelli che sono i valori percentuali raccolti affinché ci si possa fare un’idea sul probabile esito dell’ormai imminente referendum costituzionale. Ciò che salta subito all’occhio è la netta divisione tra Nord e Sud, i cui elettorati dimostrano di avere opinioni diametralmente opposte in merito all’applicabilità di certe riforme piuttosto che altre. Il No, quindi, spadroneggia al Meridione e nella zona nord-est dell’Italia grazie ad un ragguardevole 55%; un numero importante, trainato dalle critiche dell’opposizione al Governo Renzi e da alcuni opinioni di matrice puramente populistica. Per quanto riguarda il Sì, invece, il Centro e la parte nord-ovest dello stivale gli danno man forte con un positivo 48% che, per quanto inferiore rispetto al suo diretto contendente, abbraccia fasce elettorali molto più ampie ed influenti, sotto certi aspetti politici. Insomma, la spaccatura fotografata dai sondaggi sembra piuttosto evidente. Ed i potenziali confronti televisivi tra i principali esponenti della vita politica del paese potrebbe ulteriormente accentuare il tutto: basti pensare ad un Renzi contro Berlusconi; o ad un Renzi contro Salvini, i cui temi di discussione sarebbero a dir poco pepati.

Referendum Costituzionale, chi è in vantaggio? Renzi in ripresa

Quindi, alla fine della fiera, chi è che è realmente in vantaggio? Dati alla mano, il No si trova in leggero vantaggio sul Sì con un 52% dei consensi espressi durante le indagini statistiche antecedenti al silenzio. Ad ogni modo, Renzi e il fronte del Sì appaiono in netta ripresa. Il Presidente del Consiglio, e la sua maggioranza, sono a pochi passi da un recupero che potrebbe spostare, e di molto, l’ago della bilancia referendaria. Dunque, in attesa del 4 dicembre 2016, non resta altro da fare che aspettare e votare con coscienza e senso civico.

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Referendum si/no: quali prospettive ci aspettano dopo il voto?

Mancano pochi giorni al referendum costituzionale ma i toni continuano ad essere molto alti. La tensione, sia nella coalizione del si che in quella del no, continua ad essere evidente, segno che con questo importante appuntamento si giocherà una tappa fondamentale per il governo Renzi.

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Data Referendum Costituzionale 2016: quando si vota e motivi, perché votare sì o no

Il 4 dicembre gli italiani saranno chiamati alle urne per approvare o respingere la riforma Boschi-Renzi. Oltre al Sì o al N0 del popolo e della classe politica, è nata una nuova questione in merito, ovvero l’esigenza di alcuni di rinviare il referedum a causa dell’ultimo terribile terremoto in Centro Italia.
La proposta è stata fatta dall’ex parlamentare Pierluigi Castagnetti e rilanciata da Alfano, trovando l’appoggio di numerosi onorevoli del Ncd e del partito democratico.
Renzi, però, ha bloccato sul nascere l’idea: non è previsto, dunque, nessun posticipo.
A dir la sua anche l’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida, che si è rivolto al Tribunale civile di Milano per chiedere di intervenire e annullare la legittimità del referendum, perchè, secondo lui, sottoporre gli elettori a diversi argomenti in un’ unica votazione sarebbe ingiusto e fuorviante.
Ma rivediamo insieme i punti salienti del referendum costituzionale e cosa si chiede agli italiani.

Referendum Costituzionale 2016: Tratti salienti

Il referendum costituzionale chiede agli elettori di approvare la riforma Boschi-Renzi che intende superare il bicameralismo paritario, ridurre il numero di parlamentari, contenere i costi delle istituzioni, sopprimere il CNEL e rivedere il Titolo V della II parte della Costituzione.
Il popolo italiano voterà Sì o No? Il 4 dicembre gli elettori dovranno prendere una posizione.
Il destino di Renzi sembra essere appeso ad un filo. Infatti, il premier nel corso di una conferenza del 2015, annunciò che in caso di vittoria del No, non solo si sarebbe dimesso da Presidente del Consiglio, ma avrebbe messo fine addirittura alla sua carriera politica.
Negli ultimi tempi, però, Renzi non ha parlato più di dimissioni esortando l’opinione pubblica a concentrarsi sul voto.

Sì o No al Referendum Costituzionale: come si esprimeranno gli italiani?

Lo scontro tra Sì e No incombe e coinvolge tutti.
A favore del Sì, si è schierato anche l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano spiegando che il bicameralismo e la minorità dell’esecutivo sono stati da sempre il punto debole del Repubblica.
Gli oppositori e i costituzionalisti hanno, invece, definito la riforma costituzionale uno stravolgimento incauto ed inutile della Costituzione, nonchè, della storia italiana.
Affermano, ancora, che creare un nuovo rapporto tra Stato e Regioni non risolverebbe nulla, anzi, porterebbe a nuovi e più importanti problemi.
L’unico punto, su cui sembrano essere tutti d’accordo è l’abolizione del CNEL, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, che da quando è stato creato, oltre 50 anni fa, non ha mai avuto voce in capitolo se non per qualche consultazione o disegno di legge mai stato preso in considerazione.

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CNEL 2016: tutte le novità e gli aggiornamenti di lunedì 14 novembre, si va verso l’abolizione?

E’ ormai ufficiale, il 4 dicembre 2016 si andrà a votare per decidere il destino della Riforma che Renzi vuole apportare alla Costituzione Italiana tramite il Referendum.
Tra i vari punti del programma vi è l’abolizione del CNEL, ovvero il Consiglio Nazionale dell’Economia e Lavoro: è giusto eliminarlo oppure no?

 CNEL 2016: verrà abolito davvero?

La riforma Boschi stabilisce la completa eliminazione dell’articolo 99, quello che regola le funzioni del CNEL, dalla Costituzione Italiana. In questo modo, l’ente verrebbe cancellato definitivamente, anche se per amor di cronaca, dobbiamo precisare che la sua rimozione è in corso già da qualche tempo, poichè Renzi aveva individuato in esso una pessima gestione fin da subito.
In questo anno il CNEL ha continuato a rimanere attivo perchè previsto nella Costituzione e solo modificando quest’ultima si può procedere alla sua abrogazione.
Ed ecco che si presentano le prime critiche al Referendum: molte persone sono favorevoli all’abolizione del CNEL ma contrarie agli altri punti del programma. Potendo disporre di un solo ed unico voto sono messe in seria difficoltà sul da farsi.
Ma veniamo al dunque: sarebbe giusto abolire il CNEL o si commetterebbe un grosso errore?
Renzi afferma che tale Consiglio sia solo uno spreco finanziario e amministrativo: 14 disegni di legge e 96 pareri in 50 anni valgono la spesa di oltre 22 milioni di euro l’anno?
Sembra davvero diffusa l’idea che questo organo nazionale non sia per niente utile ma solo un peso per lo Stato e per i cittadini.
Questo farà cambiare idea ai sostenitori del voto contrario in sede di Referendum? Sembrerebbe di no.
Per tutti sarebbe stata sufficiente una semplice legge costituzionale per eliminare il CNEL evitando di portare la questione al voto.

CNEL: quali funzioni ha?

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro è un ente di rilievo costituzionale regolamentato dall’articolo 99, nato il 5 gennaio 1957 la cui funzione principale era ed è quella di fornire allo Stato delle consulenze tecniche su temi economici. Ha, inoltre, la facoltà di proporre al Parlamento alcuni disegni di legge, che peraltro in tutti questi anni sono stati solo 14 e nessuno di questi è stato mai preso in considerazione, mentre le consulenze erogate sono state 96.
Il CNEL è composto da 64 consiglieri: 8 nominati dal Presidente della Repubblica, 2 dal Capo del Consiglio e gli altri 48 sono rappresentanti di beni e servizi nel campo del pubblico e del privato.
Ogni membro del CNEL resta in carica 5 anni e ha la possibilità di essere riconfermato per ulteriori 5 anni.