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Re mida: chi è? Storia e curiosità

Uno dei miti greci senza ombra di dubbio più conosciuto, è il mito di Re Mida. Secondo la leggenda Mida era un sovrano che aveva la capacità di trasformare in oro tutto ciò che toccava. Oggi essere considerato un “re Mida” significa proprio avere la capacità di trasformare in oro tutto ciò che si tocca, ovvero saper sfruttare al meglio le occasioni facendole fruttare. Tuttavia quello di Mida non era affatto un dono benevolo anzi, la sua era una punizione inflitta dagli dei.

La leggenda di Re Mida

Secondo la leggenda Mida era il re della Frigia, figlio della dea Cibele e del re Gordio. Un giorno Mida incontrò nei suoi giardini il satiro Sileno mentre si aggirava ubriaco. Essendo Mida molto devoto al dio Dioniso, di cui Sileno era un seguace, si offrì di indire per lui una festa per festeggiare quell’incontro che non avveniva da così tanto tempo.

Al termine della festa è stato lo stesso re Mida in persona a riaccompagnare Sileno sano e salvo dal dio Dioniso. Quest’ultimo, in ansia per il suo seguace e molto riconoscente a Mida, gli diede la possibilità di esprimere un desiderio che lui avrebbe esaudito. Mida fu molto felice di poter esprimere un desiderio e tra tutti chiese al dio di poter trasformare in oro tutto ciò che toccasse. Dioniso lo accontentò e Mida fu infinitamente felice di provare il suo dono e vedere quale fosse il prodigio che lui stesso era in grado di compiere.

Tuttavia, quando Mida tornò a casa, si rese conto della reale natura di quel dono. Mentre si accingeva a mettersi a tavola per poter mangiare, si accorgeva che tutto ciò che egli toccasse si trasformava in oro. Proprio per questo non era in grado di nutrirsi e poteva solamente vedere quell’opulenza, senza poterla davvero possedere.

Dopo aver capito la reale e nefasta natura di quel dono, Mida chiese a Dioniso di togliergli la possibilità di trasformare in oro tutto ciò che toccasse. Dioniso, mosso a compassione, disse a Mida di lavarsi le mani nel fiume Pattolo nato dal monte Tmolo per poter togliere il dono. Una volta lavate le mani, tutto tornò alla normalità per Mida e, secondo leggenda, il fiume si arricchì di sabbie dorate.

Il mito meno conosciuto

Se la leggenda del dono nefasto di re Mida è sicuramente la più conosciuta ed utilizzata, ne esiste un’altra che riguarda sempre il re. Anche in questo caso la sorte di Mida non fu delle migliori e la sfida contro gli dei, lo vide ancora una volta perdente.

Secondo il mito, un giorno il dio Pan iniziò a suonare il flauto presso il fiume Pattolo e, estasiato dal suo stesso suono, volle sfidare Apollo per dimostrare quanto fosse migliore di lui. Apollo scese dunque dal monte Olimpo e non appena toccò la lira lo stesso Monte Tmolo, scelto da Pan come giudice di gara, indicò come vincitore il dio Apollo.

Solamente re Mida, che per caso passava lì vicino, iniziò a protestare sostenendo che fosse migliore il suono di Pan. Per questo motivo il dio Apollo gli trasformo le orecchie in orecchie da asino.