Sfratto esecutivo: cosa prevede e quando si applica?

4 settimane ago Maria C. Commenti disabilitati su Sfratto esecutivo: cosa prevede e quando si applica?

La legge che tutela gli immobili in affitto, sta diventando sempre più attenta e anche sempre più veloce. Infatti, negli ultimi anni, sono stati moltissimi gli “affittuari”, che hanno abusato e approfittato dei lunghi tempi di sfratto. Molti proprietari immobiliari non sono riusciti a tornare in possesso dei propri bene se non dopo anni ed anni di causa.

Questo succedeva nel passato perché oggi, lo sfratto esecutivo,ha cambiato le sue richieste ed è diventato rapido nelle sue contromisure. Infatti, è possibile inviare una diffida o un sollecito di pagamento prima di intraprendere le pratiche dello sfratto.

Come si procede?

Sia gli affittuari che hanno un contratto legale, ma anche quelli che sono senza contratto, possono essere sottoposti a questa pratica di sfratto esecutivo. Parliamo prima di una casa posta in affitto con un contratto legale. Il proprietario dell’immobile può effettuare questo tipo di pratica solo quando:

  • L’affittuario non paga il canone da 1 mese e 20 giorni, dopo aver effettuato il primo sollecito
  • L’affittuario non paga le spese condominiali da 2 mesi, sempre che la quota di tali spese raggiungano 2 mensilità del canone di affitto

In questo caso si diventa morosi e deve intervenire poi la legge per procedere con lo sfratto esecutivo. Mentre, per coloro che hanno un immobile in affitto senza contratto, la situazione si complica leggermente. Il proprietario deve eseguire una diffida da inviare al moroso. Tutto tramite avvocato, ma i tempi di sfratto esecutivo potrebbero essere poi più lunghi.

Tipologie di sfratto

Esistono diverse tipologie di sfratto esecutivo, che si dividono in base alle problematiche che esistono attualmente.

  • Lo sfratto di un immobile commerciale o di un’unità domestica, dove non sono stati versati i canoni mensili, diventa possibile in tempi di 2 mesi.
  • Lo sfratto per finta locazione interessa il termine del contratto. Il proprietario potrebbe non voler rinnovare il contratto e richiede all’affittuario di lasciare l’immobile.
  • Lo sfratto per necessità avviene quando il proprietario deve eseguire un “cambio d’uso” dell’immobile.

Infine, l’ultima tipologia è quella che interessa lo sfratto di risoluzione per inadempimento. In questo caso deve essere presente un grave inadempimento dall’affittuario che non ha rispettato il contratto. Un esempio è quello di un utente che ha posto in sub affitto qualche camera della propria casa. Queste situazioni sono i principali motivi di uno sfratto esecutivo.

Perché si applica lo sfratto?

Lo sfratto esecutivo è l’unico metodo che hanno i proprietari per riuscire a proteggersi dai “furbi” della situazione. Prendere una casa in affitto, vuol dire pagare un canone che è utile al proprietario per pagare le tasse e gli oneri che ne derivano. Infatti, quando si esegue un contratto per affitto, ci sono delle spese da sostenere.

Sicuramente, proporre in affitto un immobile, è una rendita economica e come tale ci sono delle spese tributarie. Quando poi un affittuario non versa i canoni dovuti, ecco che nascono i problemi. Il proprietario deve comunque continuare a pagare le spese che sono richieste e la legge deve intervenire con uno sfratto esecutivo.