Tre grandi donne scienziate: Laura Bassi, Margaret Sanger e Rebecca Cann

1 mese ago Redazione online Commenti disabilitati su Tre grandi donne scienziate: Laura Bassi, Margaret Sanger e Rebecca Cann

Non sono poche le donne che si sono fatte valere nel campo scientifico, dall’antichità ad oggi, nonostante tutte le ostilità da parte degli uomini. Basta pensare a Ipazia, Rita Levi Montalcini, Rosalind Frank, e tante altre. In questo articolo, ci si vuole soffermare sulle figure di Laura Bassi, Margaret Sanger e Rebecca Cann.

Laura Bassi, la prima docente italiana

Laura Maria Caterina Bassi nacque a Bologna, nel 1711, e fin da piccola di dimostrò portata per le scienze, e ricevette un’educazione privata dal professor Gaetano Tacconi, docente di Medicina all’Università di Bologna, che le impartì lezioni di anatomia, matematica, filosofia, storia naturale e lingue.

All’età di vent’anni, la giovane Bassi dimostrò di conosce a fondo le opere di Cartesio e Newton, e si laureò nel 1732, a soli ventun anni, diventano così la seconda donna laureata e prima docente (l’anno dopo la sua laurea) nella storia universitaria italiana.

Sei anni dopo la laurea, si sposo con il fisico Giovanni Giuseppe Veratti, con il quale ebbe otto figli, ma questo non gli impedì di continuare gli studi e di intrattenere contatti con i più noti studiosi dell’epoca, come Alessandro Volta e Voltaire. Morì nel 1770

Le sue pubblicazioni di chimica, di fisica, di meccanica e tecnologia, sono oggi conversate all’Università di Bologna, dove divenne docente di fisica, con l’approvazione del Senato Accademico ed il sostegno del cardinale Prospero Lambertini e dello stesso papa dell’epoca, Benedetto XIV.

Margaret Sanger e la lotta per la pianificazione familiare

Margare Sanger è stata non solo un’infermiera, ma anche un’educatrice sessuale ed un’attivista, nata negli Stati Uniti, nel 1879, da una famiglia di origini irlandesi. Fu costretta a rinunciare ai suoi studi d’infermiera, dopo il matrimonio, per via delle sue precarie condizioni di salute.

Nel 1911, riprese l’attività di infermiera nei sobborghi di New York, e poté constatare le precarie condizioni della classe operaia, soprattutto delle donne, e fu dopo aver assistito una donna che si era provocata un aborto da sola, che decise di battersi per i diritti delle donne, soprattutto per quanto riguardava la questione dell’aborto.

Nel corso degli anni, fondò la Lega americana per il controllo delle nascite (1921), collaborando anche con la comunità afroamericana, e nei primi anni Cinquanta spinse la filantropa Katharine McCormick a finanziare il progetto di Gregory Goodwin Pincus, che stava cercando di realizzare la pillola anticoncenzionale.

Morì a ottantasei anni, nel 1966, un anno dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America legalizzò il controllo sulle nascite. Sebbene non abbia lasciato degli scritti scientifici, come Laura Bassi, o non abbia fatto una grande scoperta, ha lasciato un grande insegnamento, come eredità, per tutti, e non solo per le donne: nessuno può decidere del corpo e della mente altrui.

Rebecca Cann alla ricerca di Eva

Genetista statunitense, nata nel 1951, Rebecca Cann ha il merito, insieme a i suoi colleghi Allan Wilson e Mark Stoneking, dell’Università di Berkeley (dove la scienziata si è laureata), per aver provato, attraverso gli esami del DNA mitocondriale, come l’intera popolazione umana abbia una comune antenata africana, che è stata nominata “Eva Africana”.

Studiano i mitocondri del DNA, trasmessi per via materna, si confermò la teoria di un’origine africana, nel 1987, elaborando un albero genealogico dell’evoluzione diviso in due rami, in cui uno era collegato ad un certo numero di africani e l’altro a tutti coloro che provenivano da altri gruppi etnici nel mondo. In sostanza, secondo gli studi della Cann e dei suoi colleghi, tutti dovrebbero avere un’antenata africana.