Tutto quello che occorre sapere sui Codici a Barre

8 mesi ago Serena B. Commenti disabilitati su Tutto quello che occorre sapere sui Codici a Barre

Quante cose non conosciamo sui codici a barre delle quali ignoriamo spesso persino l’esistenza? I codici a barre sono stati presentati al pubblico per la prima volta in un supermercato dell’Ohio, USA, affiancati all’interno di un pacchetto di gomme da masticare nel 1974. Il codice a barre, passato su di un apposito scanner, si dimostrava così in grado di decifrarne il prezzo senza la necessità di provvedere ad ulteriori etichettature. Ma le funzionalità dei codici a barre si dimostrano in realtà più ampie rispetto alla sola identificazione della fascia di costo.

Tutte le funzionalità specifiche dei codici a barre

Uno dei primi inventori dei codici a barre fu Norman Joseph Woodland, integrando al suo interno la fascia di prezzo e le informazioni caratteristiche del prodotto passato allo scanner. I codici a barre odierni presentano 13 cifre, soprattutto in Europa e in Giappone, disposte sotto un criterio ben preciso. Le prime 3 cifre integrano la nazionalità dell’origine del prodotto, risalendo successivamente al produttore e alla tipologia dell’articolo stesso. All’interno delle 13 cifre viene integrato il check digit, denominato anche codice di controllo, a chiusura della sequenza.

Nei codici a barre, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non risulta presente il prezzo dell’articolo o del prodotto alimentare, integrando una fascia di costo indiretta ottenuta grazie al database centrale, Price Look-up File, il quale sarà in grado di elaborare il costo tramite l’impiego dello scanner. I primi codici a barre erano inoltre raffigurati in modo circolare, mentre quelli odierni si basano per la maggior parte su di una forma rettangolare o quadrata.

I codici a barre non risultano inoltre tutti uguali, disponibili sul mercato sotto vari standard  a seconda dei paesi di provenienza e del numero di cifre integrate al di sotto delle linee bianche e nere. I moderni codici utilizzati in Europa e Giappone integrano le diciture EAN 13. I codici a barre hanno assunto odiernamente anche una rilevanza artistica grazie alle opere di numerosi street artist, mentre il loro utilizzo è stato elaborato anche in chiave letteraria per la composizione di diverse opere poetiche. Attualmente, nel mondo, si contano almeno 300 diversi stili di codici a barre, mentre per la lettura degli stessi occorre munirsi di uno scanner, oppure delle innovazioni tecnologiche adattate alle fotocamere degli smartphone.

L’evoluzione dei codici a barre ha portato all’integrazione del codice QR di sicurezza in grado di contenere  informazioni sia in formato orizzontale che verticale, il quale potrebbe essere presto sostituito dalle nuove realtà aumentate.