Intelligenza artificiale: come si è arrivati a questo punto?

Oggi l’intelligenza artificiale sembra essere comparsa improvvisamente nella vita quotidiana, ma la sua storia affonda le radici in un percorso iniziato molti decenni fa. Quello che attualmente viene associato soprattutto a chatbot, immagini generate e strumenti capaci di produrre contenuti a partire da semplici richieste è in realtà il risultato di una lunga evoluzione tecnologica e scientifica. L’IA è infatti un campo di ricerca che punta a sviluppare sistemi capaci di svolgere attività che normalmente richiederebbero capacità associate all’intelletto umano, come apprendimento, ragionamento, pianificazione e riconoscimento. Il salto di popolarità avvenuto negli ultimi anni è quindi soltanto l’ultimo capitolo di una storia cominciata ben prima dell’attuale boom. Andiamo allora a ripercorrere i passi che hanno portato all’exploit di questa tecnologia.

Le origini

Le radici dell’IA vengono fatte risalire anche al lavoro di Alan Turing, che nel 1936 affrontò concetti fondamentali per il funzionamento dei computer, tra cui calcolabilità e computabilità. Nel 1943 Warren McCulloch e Walter Pitts realizzarono invece un modello di neuroni artificiali, mentre nel 1950 venne sviluppata la prima rete neurale artificiale, conosciuta come SNARC. La nascita ufficiale dell’intelligenza artificiale come disciplina accademica viene però generalmente collocata nel 1956, quando al Dartmouth College si tenne una conferenza alla quale parteciparono alcuni dei principali ricercatori dell’epoca. Fu proprio in quell’occasione che John McCarthy introdusse l’espressione “intelligenza artificiale”. Negli anni successivi comparvero programmi capaci di affrontare problemi matematici, dimostrare teoremi e simulare alcune forme di ragionamento.

Il percorso non fu però lineare. Le difficoltà tecniche e i risultati inferiori alle aspettative portarono a periodi di riduzione dei finanziamenti, i cosiddetti inverni dell’IA. Parallelamente continuarono gli studi sulle reti neurali e sui sistemi esperti, con applicazioni che iniziarono a trovare spazio anche nell’industria. La svolta arrivò soprattutto dopo il 2012, quando l’impiego delle GPU nell’addestramento delle reti neurali contribuì al successo del deep learning rispetto alle tecniche precedenti. Un altro passaggio fondamentale si verificò nel 2017, con l’introduzione dell’architettura Transformer. Da qui si arrivò al boom dei primi anni 2020, alimentato dai progressi dell’IA generativa e dalla diffusione di strumenti capaci di creare non solo testi, ma anche tracce audio e video e immagini. A proposito di queste ultime, è da segnalare l’introduzione recente della funzione Sketch di ChatGPT per creare un’immagine a partire da un disegno.

L’IA nella società e nell’intrattenimento

Il motivo per cui l’intelligenza artificiale è diventata improvvisamente così presente nel dibattito pubblico è quindi legato alla sua crescente accessibilità. Tecnologie che per anni sono rimaste soprattutto nell’ambito della ricerca e di applicazioni specifiche sono oggi integrate in strumenti utilizzabili direttamente dagli utenti. Assistenti virtuali, motori di ricerca avanzati, sistemi di raccomandazione e chatbot basati su grandi modelli linguistici sono ormai alcune delle applicazioni più conosciute.

Da qualche tempo l’IA sta cercando di insinuarsi anche nel campo dell’intrattenimento. Se all’interno di un live casino o di una piattaforma di giochi sul web è ancora difficile trovarne traccia, i videogame stanno già pensando come integrarla al meglio e tra qualche anno succederà anche con film e musica, tanto che già adesso molti spot pubblicitari sfruttano dichiaratamente questa tecnologia, informando espressamente il pubblico.

La diffusione dell’IA ha inoltre aperto un dibattito sulle conseguenze del suo impiego. Accanto alle opportunità vengono infatti analizzati temi come sicurezza, occupazione, istruzione, sanità e uso responsabile della tecnologia. L’impatto sulla società è dunque destinato a crescere ulteriormente, ma l’attuale fase non rappresenta l’inizio della storia dell’IA. Si tratta piuttosto del risultato di decenni di ricerca, sperimentazioni, battute d’arresto e innovazioni che hanno progressivamente portato questi sistemi fuori dai laboratori e dentro la vita quotidiana.